Proseguiamo la nostra scoperta degli icrewers attraverso le loro performance più significative.

Il nostro viaggio stavolta parte dalla Sicilia per poi finire nella capitale.

Partiamo dalla Sicilia perché è lì che nasce l’artista che andremo ad approfondire: Franco Battiato. Nasce nel 1945 in un paesino del catanese e a 19 anni si trasferisce prima a Roma per poi stabilirsi a Milano, dove inizia a fare musica. Da allora Battiato ha sempre fatto parlare di sé per l’enorme varietà di stili che ha approfondito e combinato tra loro in modo eclettico ed assolutamente personale. Dopo l’iniziale fase pop degli anni sessanta, è passato al rock progressivo e all’avanguardia colta nel decennio seguente. Successivamente, è ritornato sui passi della musica leggera approfondendo anche la canzone d’autore. Fra gli altri tanti stili in cui si è cimentato vi sono anche la musica etnica, quella elettronica e l’opera lirica.

Le melodie possono sembrare scarse ma sono, in realtà, ricercate e minimali, ciò che serve per dare risalto ai testi che riflettono i suoi interessi e quindi soprattutto l’esoterismo, la filosofia, il misticismo e la meditazione orientale.

Battiato si è anche cimentato in altri campi come la pittura e il cinema. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco ed è sicuramente un artista a 360* che ha sempre creato per il puro piacere della cultura e della ricerca, senza mai piegarsi alle logiche commerciali.

I primissimi album della sua discografia sono caratterizzati da un sound progressivo e sperimentale. Alla fine degli anni settanta Battiato si cimenta poi in un pop con allusioni alla musica colta e a quella etnica come conferma “L’era del cinghiale bianco” (1979), reputato uno degli album di musica italiana più innovativi. Ad esso segue “La voce del padrone” (1981), più accessibile e con vaghi riferimenti al punk e alla new wave, poi si anticipano i futuri interessi dell’autore nei confronti della musica orchestrale con melodie ricercatissime e per niente mirate al facile ascolto.

Dagli anni novanta si intensifica la ricerca del cantautore verso nuove direzioni quali la world music, il rock e la musica orientale.

Oggi il “maestro” Franco Battiato, che uscì dalla sua breve carriera politica definendo i parlamentari italiani “troie che farebbero di tutto”, resta uno dei più grandi ricercatori e sperimentatori della musica italiana, nonché un vero filosofo dei nostri tempi.

Il brano in questione, “La cura”, è una delle sue canzoni più famose, scritta insieme al filosofo italiano Manlio Sgalambro. È uscito per la prima volta con l’album “L’imboscata” nel 1996 e subito certificato disco di platino.

Nella canzone, Battiato si rivolge ad una persona amata, con evocazioni ed esortazioni alla guarigione, facendo leva sul potere terapeutico della musica e delle parole, ricorrendo a suggestioni filosofiche («Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza»), esotiche («Vagavo per i campi del Tennessee / come vi ero arrivato chissà»), e oniriche («Più veloci di aquile i miei sogni / attraversano il mare»). Un testo ricercato che racconta l’amore in modo totalmente opposto ai soliti canoni della canzone d’amore e che, per questo, l’ha resa una delle canzoni più “dedicate” della musica italiana.

Una interessantissima lettura filosofica del testo della canzone è contenuta nel libro di Giuseppe Pulina, “La cura. Anche tu sei un essere speciale” (Zona editore, 2010)

Per noi la canta un padre pazzo…d’amore, che la dedica alla sua piccolina.

Ciao a tutti, sono Andrea, 40 anni da Roma, sposato e con una dolcissima polpettadi 3 anni. Faccio il gommista ed ho una grande passione per la musica! Canto principalmente per veder sorridere mia figlia, ma è anche una grande medicina contro lo stress!!! Non è tantissimo che sono in iCrew, a Gennaio è un anno, ma sono stato subito accolto come se fossi un veterano, con simpatia e tanta disponibilità da parte di tutti e del grande capo Max! Mi piace anche molto “interpretate” le canzoni e veder sorridere anche il mio partner di duetto, è la cosa che mi rende più felice! Questa canzone ovviamente è dedicata alla mia piccola polpetta (Eleonora), il mio piccolo angelo che tutti i giorni mi rallegra la vita. Per me significa molto, credo sia la canzone più bella per un padre da dedicare alla propria figlia: proteggerla sempre, da qualunque cosa fisica o astratta! Eleonora è qualcosa di meraviglioso per me, da quando si sveglia la mattina col suo carattere burbero (come il mio) a quando mi aspetta a casa per saltarmi addosso e giocare con tutto e di più. Polpetta è l’angelo che mi ha salvato la vita e non esiterei nemmeno un secondo a donargli la mia…ecco mi hai fatto commuovere!

Vabbè…buona giornata a tutti dal vostro Andrea78 scappati de casa!!!